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La flora

Il Comelico e Sappada

Il Comelico, ed in particolare la sua porzione superiore, in prossimità con il confine con l'Austria, con la provincia di Bolzano e con la Carnia, è un dei territori floristicamente più interessanti della Regione e delle Alpi Orientali. Le vicende legate al clima, alla storia delle glaciazioni, alla posizione geografica hanno avuto un ruolo importante nel plasmare il paesaggio e nell'accrescerne le consistenti biodiversità. Basti osservare, caso molto raro nelle Alpi, l'influenza di clima continentale è limitata alle zone di confine con l'Alto Adige, mentre in tutto il restante territorio il clima umido influenzato dalla vicinanza del mare ha impedito la diffusione della pianta più tipica del clima continentale, il pino Cembro. I boschi e il legno del Comelico, hanno da sempre costituito una risorsa per l'economia locale. Si tratta in maggioranza di conifere, tra cui prevale la presenza di svariate tipologie di abeteto e di pecceta, ma non mancano i larici, di solito giovani e in espansione negli ex pascoli e seminativi. L'abbandono delle antiche attività di pascolo sta consegnando gli antichi prati, un tempo territorio esclusivo del bestiame, alla diffusione di molteplici forme di arbusti, alcune delle quali di assoluta rilevanza. Senza la pretesa di essere esaustivi, si possono qui ricordare le tonalità rosa intenso che contraddistinguono i territori silicatici in cui crescono i rododendri-vaccinieti o la presenza delle mughete, dei saliceti e delle alnete di ontano verde. Se la Deschampsia caespitosa, una robusta graminacea, sta sempre più diventando la signora incontrastata di quelle aree, una volta a pascolo, in cui più marcata è la ripresa del bosco, è comunque normale contemplare fioriture appariscenti di specie interessanti e di vere e proprie rarità, soprattutto nei terreni confinanti con le malghe abitate e con i paesi. Per limitarsi a fare un elenco delle principali tipologie di specie di arbusteti, si possono ricordare la Seslerietalia nei terreni cartonatici, il Caricetum ferrugineae nei suoli più freschi e lungamente innevati, il Pulsatillo albae-Festucetum variae nei pendii prealpini esposti verso meridione, la Calluna vulgarix e la Carex fusca in terreni più asciutti, mentre in stazioni fresche a matrice argillosa è facile imbattersi nella Festuca picturata, infine, in luoghi più esposti crescono le azalee nane e la Elyna myosuroides. Da alcuni anni alcuni grandi predatori hanno ricominciato a fare ritorno nell'area, dopo che nei due secoli precedenti si era giunti alla loro estinzione ad opera dell'uomo, che ne aveva modificato irreparabilmente l'habitat e le aveva cacciate senza limiti. In particolare è stata segnalata la presenza dell'orso, della lince e dello sciacallo dorato. Tra le specie di mammiferi maggiormente diffuse e autoctone, vanno ricordati il driomio, un piccolo ghiro, il cervo, il capriolo, il camoscio, il muflone e il cinghiale. I biotopi umidi sono uno degli aspetti più interessanti dell'intero panorama vegetale dell'area e i più noti sono quelli della zona di Colondro e nei dintorni di Danta. Le varietà vegetale che si possono osservare in questi ambienti umidi sono moltissime. Qui può essere utile ricordare il Cratoneuron falcatum e la Philonotis seriata. Ma la biodiversità vegetale trova ulteriore linfa dalla compresenza nell'area di numerosi ambienti marginali, nei quali trovano terreno fertile per lo sviluppo molte altre specie di piante, qui vanno ricordati le creste e gli sfasciumi, le vallette nivali, le falde detritiche e le pareti verticali. Infine, per ciò che riguarda le specie floreali è necessario ricordare la Stenia perennis (bella genziana dai fiori blu-violacei), la Drosera, l'Andromeda Polifonia, la Potentilla palustris, la jovibarba arenaria e soprattutto due autentiche rarità: la Botrychium virginianun (piccola felce di prato umido) e la cystoperis sudetica (altro tipo di felce). La situazione della Flora e della Fauna di Sappada sono state fortemente influenzate dagli avvenimenti geologici e climatici del passato. Oggi la distribuzione locale delle specie vegetali permette di differenziare la conca di Sappada in due parti: una settentrionale e una meridionali, divise dal corso del Piave. La parte settentrionale, essendo la continuazione della catena delle Alpi Carniche, presenta connotazioni floristiche comuni a questa catena e sono presenti molte specie assenti nella parte meridionale. Un esempio è il Ranuncolo dei Ghiacciai (uno dei fiori che arriva ad altitudini maggiori perché presente fino a 4270 m) che si può trovare nella zona del Monte Peralba. I monti che racchiudono Sappada nella sua parte meridionale invece presentano specie tipiche della zona dei grandi laghi prealpini dal Maggiore al Garda, come l'Anemone baldensis e il Galium margaritaceum (nella zona della Terza Grande), specie quasi del tutto assenti nella parte settentrionale. Dal fondovalle sino a circa 1800 metri di altitudine troviamo boschi di conifere, che coprono la conca in modo quasi uniforme, eccetto che nella parte pianeggiannte dove trovano posto gli edifici e i prati. L'albero più frequente è l'abete rosso, molto diffuso per le condizioni climatiche favorevoli. Abbastanza frequente è anche il larice, soprattutto sul versante sud, che possiamo trovare anche a quote abbastanza alte visto che arriva a 2100 metri di altitudine. Abete bianco e faggio sono presenti in minor quantità e possono arrivare a 1700 metri di altitudine.
Anche il sottobosco è uniforme ed è costituito da piante erbacee come l'acetosella ed il mirtillo nero. Lungo i corsi d'acqua sono diffusi l'ontano bianco e vari tipi di salice, l'ontano verde, mentre sui suoli calcareo-dolomitici troviamo il Pino mugo.
Superiormente al bosco la vegetazione passa alle praterie alpine, formando una fascia di transizione costituita da arbusti alternati a radi gruppi di alberi. Questi arbusti sono principalmente pino mugo, rododendro, erica. Presente anche il ginepro nano. Questa fascia intermedia, presente tra i 1800 e i 2000 metri di altitudine. Nelle zone al limite dei boschi in cui possono trovare posto pascoli, si possono trovare anche il nardo, la campanella barbuta, l'arnica, la genziana, la nigritella (ad esempio la zona delle sorgenti del Piave). Nella zona tra i 1900 e i 2200 metri di altitudine, circa abbiamo una zona di praterie alpine dove non troviamo nessun arbusto ma solo pochi arbusti a spalliera. In questa zona possiamo trovare la stella alpina e la genziana. Più in alto il tappeto erboso diventa meno fitto e più discontinuo. Anche le pareti rocciose sono habitat di diverse tipi di flora. Nelle nicchie si trovano ad esempio la sassifraga glauca, la stella alpina, la primula d'orso, e altri tipi di fiori.

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