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Presentazione

Il Comelico e Sappada > Il Carnevale


Nel Comelico Superiore, a Candide, Casamazzagno, Dosoledo e Padola, si celebra, ancor oggi, uno dei Carnevali a senso auspicatorio tra i più significativi e completi dell’ intero arco alpino per non dire della montagna europea.
Il numero dei personaggi, la definizione dei dettagli nei costumi, la rigidità dei riti, lasciano intendere come la tradizione si sia mantenuta abbastanza fedele allo spirito originale.
Conferma ne viene dalla presenza di maschere da Messaggero ma soprattutto di Annunciatori sia Belli Che Brutti.
Ogni paese celebra il proprio carnevale in una differente Domenica stabilita.
I Cortei allegorici sono preceduti, protetti e scortati da un certo numero di Pagliacci che fendono e tengono scostata la folla essendone i Garanti.
La processione è aperta dagli Annunciatori Belli, I
Matazins che sono in numero minimo di due (tranne che a Dosoledo dove si hanno un Matazin e un Lachè) ed indossano splendidi costumi.
Essi procedono a passi cortissimi danzando sull’ aria delle melodie suonate dal gruppo di musicanti che li segue.
Ogni tanto il gruppo si ferma e, sul ritmo di polche tipiche, dette
polcre del matazin, le Maschere ballano tra di loro e compiono i riti del salto, espressione massima dell’ invocazione augurale.
L’ effetto scenico è davvero suggestivo per la ricchezza dei colori e dei movimenti esaltati dalla imponenza dei personaggi che paiono altissimi avendo in testa un cilindro da cui piovono innumerevoli lunghi nastri.
Il complesso musicale è seguito dalla serie dei Messaggeri, i
Mascri de Bele, le maschere da Bello, che rappresentano il Nuovo, la Gioventù, la Bellezza, l’ Abbondanza.
Essi portano abiti di parvenza lussuosa, da cavaliere o da dama e copriviso dipinti a somiglianza della carnagione naturale.
Al primo troncone di corteo, ne segue un altro introdotto talvolta da un secondo complesso musicale.
Gli Annunciatori di questo corteo, le
Matazére e i Matazéi soni i personaggi Brutti.
Le loro vesti, pur richiamandosi nella foggia a quelle dei
Matazins, sono realizzate nei materiali più poveri e scadenti, rappresentando il Vecchio, la Povertà presuntuosa e la Decrepitezza.
Le
Matazére introducono i Mascri da Veciu, le maschere da vecchio, che vestono in modo scalcinato e misero.
I copriviso lignei sono di color bruno ed hanno espressioni deformi e truci.
Una volta giunta in piazza, la sfilata si rompe e le varie maschere sono invitate a ballare.
Esse non lo possono fare contemporaneamente ma solo per tipologia di gruppo: i Matazin non danzano quando ballano le Matazére, ne i Mascri da Bele quando stanno esibendosi quelle da Veciu.
Il rito sottolinea la separazione dei ruoli facilitandone la comprensione.
Si riportano, nello schema successivo, le posizioni dei personaggi nel corteo, relativamente ai quattro diversi paesi.
Segue una descrizione nel dettaglio diverse figure tipiche.

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